Schwalbe

I progetti esosport run e bike: raccolta e riciclo di scarpe sportive, camere d’aria e copertoni di biciclette esausti. Dal “ciclo del riciclo” nascono “Il Giardino di Betty” e “La Pista di Pietro”.

Fonte: comunicato stampa

Passione per lo sport, competenza nel mondo dei rifiuti, preservazione dell’ambiente e ciclo del riciclo: questi sono i pilastri sui quali si basa il progetto esosport, ideato da ESO Società Benefit, azienda nata nel 1999 con un servizio di gestione di rifiuti da ufficio e consulenza ambientale.

Da un’idea di Nicolas Meletiou, Managing Director di ESO e runner appassionato, e dagli amici Marco Marchei e Fulvio Massini, esosport è nato per soddisfare una precisa domanda: che cosa si può fare con un paio di vecchie scarpe sportive ormai consumate e non più utilizzabili?
Il problema del corretto smaltimento delle scarpe esauste è stata la molla per pensare, ideare e realizzare un progetto ecosostenibile nell’ottica dell’Economia Circolare, un nuovo modello economico nel quale ESO ha creduto sin dagli inizi della sua attività di gestione di rifiuti da ufficio.

L’agire d’impresa di ESO ha sempre sostenuto con convinzione che l’ambiente è un bene da preservare e che i rifiuti possono trasformarsi da scarto a risorsa, riducendo al massimo il loro impatto ambientale.

All’inizio del 2017 il progetto esosport si arricchisce ed amplia con l’introduzione di esosport bike, una nuova iniziativa, nata sempre sull’onda della passione sportiva, questa volta per la bicicletta, in tutti i suoi utilizzi: la raccolta e il riciclo di camere d'aria e copertoni esausti sono i protagonisti del nuovo progetto, con il Patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana, rivolto anch’esso alla sostenibilità ambientale e all’obiettivo della riduzione dei rifiuti nelle discariche. 

esosport bike si rivolge ai negozianti di biciclette, ai Comuni e ai bike sharing di tutte le città: grazie a questo nuovo servizio di raccolta, trasporto e smaltimento su tutto il territorio nazionale, camere d’aria e copertoni esausti potranno avviati al recupero attraverso un processo di lavorazione destinato a generare materia prima seconda.

SITO UFFICIALE