Schwalbe

Pressioni delle coperture che neanche Viviani alle Olimpiadi su pista, forcelle talmente inchiodate che farebbero storcere il naso al 90% dei maschi alfa, inclinazioni delle leve illegali in 17 stati, tarature che neanche in Coppa... ma io mi trovo bene!

Editoriale piccante (e provocatorio) di Davide Finetto sul numero di Febbraio 2017 (#61).

Quante volte sentiamo la tipica frase “ma io mi trovo bene”, magari in persone che, sappiamo, avranno usato tre bici in croce in tutta la loro vita (si, la Pininfarina è tra queste... un po’ rigida sullo sconnesso ma ottima sul flow). Sarò molto provocante e "aggressivo" in questo editoriale ma suddetto fatto mi provoca sempre un leggero principio di incazzatura: nei corsi MTB al Costa dei Gabbiani Bike Center e a Verona con l’associazione Fuorisella MTB School, capita spesso che ci siano biker pronti ad ascoltare, che cercano di carpire i trucchi, mentre altri vanno subito in protezione con un “ma io mi trovo bene”. Bisogna sperimentare, provare cose nuove, è così in tutti gli ambiti e non bisogna accontentarsi: accontentarsi è l’inizio del declino! È come parlare di sesso con Rocco Siffredi: sarebbe un po’ presuntuoso pretendere di avere più esperienza! Dovrebbero ascoltare e imparare pure i rider che hanno provato tre bici in croce, due city bike e 20 gomme gonfiate alla pressione sbagliata.

finetto rose

 

E come non menzionare la gente che gira in Mountain Bike e che non prende in considerazione il montaggio di un telescopico “beh, ma in Coppa del Mondo mica lo usano” e poi, scendendo dal marciapiede, rischiano l’impuntata dando la colpa a quel criceto che gli ha attraversato la strada. Però no, non venitemi a dire “con la sella tra le chiappe mi trovo meglio” altrimenti ritiriamo fuori il discorso su Rocco Siffredi! Per carità, rispetto i gusti sessuali di tutti, ma qui si tratta di tecnica di guida e... maggior sicurezza, chi ci ha detto che dobbiamo per forza guidare la bici con un palo nel... “ma io mi trovo bene”... e poi visioni di bici che sbacchettano a destra e manca, bikers in balia delle proprie MTB senza avere minimamente il controllo del mezzo, persone con il sorriso sulla bocca e la sella infilata... no aspetta!

Il 90% delle volte la scusa, riguardo la mancanza di un telescopico, è che i Pro non lo usano e quindi non serve. Peccato che i Pro, nella maggior parte dei casi, abbiano tutt’altra tecnica di guida e nelle gare XC a loro interessa esclusivamente la performance (perdere anche solo 1 secondo per tirare giù il telescopico è tempo prezioso), con gare talmente nervose che alle volte manca il tempo materiale per andare ad abbassare il sellino. I geni del marketing hanno definito “All Mountain” il fatto di salire con la propria MTB e scendere divertendosi... ma questo non lo possiamo fare anche con la nostra frontina leggera? Nessuno ce l’ho vieta, non devono scrivercelo a caratteri cubitali da qualche parte che è possibile, quindi non pensiamo di dover soffrire ulteriormente anche in discesa solo perché abbiamo una bici front, non pubblicizzata per saltare o whippare. Quindi telescopico e via a tutta con il sorriso! Senza dover sfoderare un 160mm per fare una pista ciclabile in discesa. Chi si accontenta gode... così così! :)

idrau