Schwalbe

Scegliere la base musicale prima di una giornata di riding non è affare da sottovalurare: in base alla decisione che prenderemo, possiamo cambiare il nostro destino...

Editoriale di Davide Finetto tratto dal numero #50 di 365mountainbike (Marzo 2016).

Prendiamo Marco, un ottimo biker amante della vita che decide di passare una domenica in Bike Park. La sua tecnica è ottima ma è un po’ introverso e la sua mente non è delle più forti. Si accorda la sera prima con gli amici dopo una birretta al bar, torna verso casa e si butta sotto le coperte pronto per una giornata in MTB.

Episodio 1: si alza dal letto con l’assolo di Slash in Sweet Child Of Mine: ottima sveglia, medita tra se e se, ed è gasato a mille. Fa una buona colazione e non pensa ad altro che a quel Canyon Gap che i suoi amici aggirano sempre ma che lui ha intenzione, questo giro, di chiuderglielo in faccia. In macchina mette su Americana degli Offspring e quando sente ‘You’re Gonna Go Far, Kid’ comincia a battere le mani sul volante: gli scenari montuosi che lo circondano fanno solo da sfondo al suo grosso livello di gasamento che è pari a quello di Danny Hart quando ha whippato sull’ultimo salto di Champery ai Mondiali del 2011.

Al piazzale della funivia ritrova i suoi amici di sempre e nella risalita è l’anima della festa: battute brillanti e sprezzanti del pericolo: “oggi quel salto da 4 metri te lo chiudo senza problemi”. In discesa pilota il gruppo e ogni salto è suo: whip, table, tutto quello che gli viene in mente prova a farlo con in testa sempre il ritmo incalzante degli Off spring! Arriva al Canyon Gap e riferisce agli amici:”Ragazzi, ora torno su e lo chiudo”. I suoi amici lo vedono incredulo spiccare il volo e chiudere il salto senza problemi. D’altronde la tecnica, come si diceva all’inizio, non gli manca.

Fa una buona colazione e non pensa ad altro che a quel Canyon Gap che lui non riesce mai a fare e che anche questo giro, probabilmente, non farà... tanto anche i suoi amici lo aggirano sempre.

Arriva in fondo alla discesa euforico, pieno di adrenalina in corpo, e non nota una bella ragazza che lo stava guardando. Lui è pronto per un’altra discesa e gli amici lo vedono come un idolo, pronti per fargli un video da pubblicare poi sulla chat di WhatsApp ‘I ganzi del DH’.


Episodio 2: si alza dal letto con Wish You Were Here dei Pink Floyd: ottima sveglia, medita tra sé e sé, e gli ritorna in mente una sua vecchia fiamma. Fa una buona colazione e non pensa ad altro che a quel Canyon Gap che lui non riesce mai a fare e che anche questo giro, probabilmente, non farà... tanto anche i suoi amici lo aggirano sempre. In macchina mette su un cd di un gruppo minore di Cincinnati, gli Heartless Bastards, e quando sente Only For You comincia ad accarezzare il volante: gli scenari montuosi che lo circondano gli creano un grandissimo benessere interiore ricordandogli quanto è meravigliosa la natura. Al piazzale della funivia ritrova i suoi amici di sempre, che li saluta con degli affettuosi abbracci: tutti vogliono divertirsi ma senza rischiare. In discesa pilota il gruppo e prima dei salti più grossi avverte i compagni del pericolo: qualche salto viene bene, qualcun altro lo aggira, magari staccando gli amici prima del “tratto incriminato” e facendo poi finta di averlo fatto. In testa c’è sempre il ritmo soave degli Heartless Bastards.

Arriva il Canyon Gap e riferisce agli amici:”Chi di voi se la sente?”... silenzio totale e conclude con un:”Ma si dai, non siamo pazzi e alcuni di voi hanno famiglia”. A Marco la tecnica non gli manca ma la paura prende spesso il sopravvento. Arriva in fondo alla discesa abbastanza divertito e nota una bella ragazza mora che lo sta guardando: occhi azzurri e misteriosi. I suoi amici sono pronti per un’altra discesa ma lui si ferma a fare aperitivo con lei… tra le risate e gli sfottò degli amici. In quest’ultimo caso ha trovato l’amore mentre nel 1° ha girato veramente grosso, facendo invidia a tutti i suoi amici e frequentanti del Park... cos’è meglio?