Bikenbike

Editoriale di Mauro Cottone pubblicato su Luglio 2016 (#54).

Da diverso tempo, purtroppo, hanno ripreso a fi occare polemiche e divieti alle mountain bike sui sentieri. Sembra di essere tornati agli inizi degli ‘90 all’apice del primo boom delle ruote artigliate, quando molte amministrazioni capivano e apprezzavano il potenziale, anche di sviluppo turistico del territorio, e altre si facevano infl uenzare dalle lamentele di chi vorrebbe i sentieri tutti per sé e rigorosamente da percorrere a piedi...

Personalmente trovo paradossale, con tutti i problemi di traffi co, smog, parcheggio e crescita esponenziale delle aree cementifi cate, che ancora una volta siano enfatizzati a dismisura i problemi di convivenza con i ciclisti, che, invece, sono e devono essere considerati una risorsa per la qualità della vita di noi tutti. Anche per tutti quelli che non ci amano particolarmente e non ci vorrebbero vedere pedalare sulle strade o sui sentieri, ma che poi regolarmente si muovono in macchina (quindi inquinano e creano disagi), anche per andare a praticare le loro passioni o il loro sport! “Quando, però, vedo una sorta di “parco cittadino”, frequentato nei giorni festivi anche da molti “pedoni”, aff ollarsi di vere e proprie orde di “piloti della domenica” (o presunti tali) pronti a tutto o quasi pur di far mangiare la polvere ai propri amici, mi sorge spontanea una rifl essione. Più che altro un’esortazione: ragazzi, massima attenzione e rispetto anche per gli altri! Rallentiamo in mezzo alle persone: un sorriso e un saluto, valgono più mille scuse e possono prevenire altrettante discussioni”. Lo scrivevo giusto nell’Editoriale di Marzo di 365, ma evidentemente non è servito, visto che nella zona a cui mi riferivo sono stati recentemente vietati alcuni sentieri alle bici.

Che spesso, purtroppo, e la soluzione più veloce, ma anche ingiusta, che ha un’amministrazione per reprimere le lamentale, a volte anche condivisibili, di chi si sente “minacciato” dalla presenza delle bici. Nella maggior parte dei casi, per la verità basterebbe solo un po’ di buon senso, da parte di tutti! Ma detto questo, bisogna ammettere che negli ultimi anni il modo di andare in mountain bike sta cambiando radicalmente e con esso le velocità che si possono raggiungere in discesa, soprattutto con le bici da All Mountain ed Enduro di ultima generazione. Ci sono sentieri, per esempio, che ho sempre fatto sia in salita sia in discesa ma che attualmente non ho più il coraggio di aff rontare in salita, perché sono consapevole che potrebbe arrivarmi giù un altro biker, o anche un gruppo in piena bagarre, a 40 o 50 km/h.

E non sto parlando di percorsi riservati alle bici in un bike park, ma di sentieri aperti a tutti e pure molto frequentati anche dai pedoni. Mettiamoci allora anche nei panni di chi pratica escursionismo, o semplicemente vuole farsi una passeggiata in tutta tranquillità…francamente, a volte c’è di cui avere paura. Bisogna rendersi conto che non si può trasformare ogni sentiero o strada sterrata vicino casa in una Prova Speciale o una pista da Dh. Perché poi quando chi ne ha l’autorità interviene lo fa in modo netto, senza fare distinzione tra chi pratica semplice escursionismo,Xc, All Mounatin,Enduro o Dh e quindi a pagare le conseguenze di un determinato modo di comportarsi sono poi tutti! Anche chi magari va in mountainbike da una vita e non ha mai arrecato problemi o avuto da ridire con nessuno. Io sono un biker che, come la maggior parte, ama la discesa ma anche la salita e mi fanno incazzare i divieti alle bici nei sentieri, perché penso di avere il diritto, al pari di un’escursionista a piedi, di raggiungere qualsiasi “vetta”, o provare a scendere da qualsiasi “dirupo” con la mia bici e le mie forze.

E per questa libertà mi batterò sempre anche a costo di andare contro regole e divieti ingiusti. Ma sempre con la consapevolezza che sono su un sentiero di montagna, o collina, aperto a tutti e devo quindi guidare con il dovuto rispetto all’ambiente e, soprattutto, massima attenzione per gli altri. Insomma, sia chiaro che se scendo giù per un sentiero stretto a quaranta all’ora non è il pedone che è fermo in mezzo al sentiero, sono io che gli sto andando addosso! Dopodiché, come quasi tutti voi lettori di 365, amo anche le uscite in modalità rider, o se preferite “pilota”.

Guai a dire il contrario o a vergognarsene. L’emozione di spingere a tutta giù per un trail o una pista col casco integrale ben allacciato in testa e l’adrenalina che corre a mille su per la schiena non ha prezzo! Ma per questo ci sono le gare, su percorsi adibiti, i Bike Park e i sentieri prepararti e ad uso esclusivo per le bike (proprio su questo numero abbiamo uno speciale con una trentina di posti selezionati) e comunque molte zone poco frequentate in cui possiamo sfogarci liberamente… ma pur sempre bisogna usare il buon senso! “La mountainbike è uno sport bellissimo che in Italia, a diff erenza di altri posti, possiamo ancora frequentare quasi ovunque. Spetta a noi usare la testa quando necessario e non crearci nemici senza ragione”.