Bikenbike

È IL DUBBIO CHE MI PONGO QUANDO VEDO TANTA GENTE GIRARE IN MOUNTAIN BIKE E NON PRENDERE IN CONSIDERAZIONI ALMENO UN TELESCOPICO. TECNICA DI GUIDA, SICUREZZA E “CHIAPPE” DA SALVARE.

Editoriale di Davide Finetto sul numero #51 di Aprile 2016

No, non venitemi a dire:”Mi dispiace, con la sella tra le chiappe mi trovo meglio!”. Per carità, rispetto i gusti sessuali di tutti, ma qui si tratta di tecnica di guida e... maggiore sicurezza in ogni condizione. La Mountain Bike è anche fatica, lo sappiamo tutti, magari gli sbarbatelli pensano solo all’adrenalina, alla discesa, ma bisogna ammettere che lo sforzo, il guadagnarsi la vetta con le proprie gambe, è motivo di orgoglio sia psicologico sia fisico. Ed ecco che su questa linea è nato lo spirito defi nito dai geni del marketing “Enduro”, cioè l’avere bici pronte a scatenarsi in discesa ma pedalabili in salita, quindi bici “divertevoli”, capaci di unire l’utile (salita) al dilettevole (discesa), In Italia ci stiamo arrivando e molti marchi stanno spingendo su bici Trail (vedi test Cannondale Habit in questo numero), cioè mtb tuttofare con cui possiamo girare su sentieri tecnici senza essere troppo limitati né in salita né in discesa. E poi troviamo anche modelli Front molto interessanti con telescopico e forcella da 120/130mm: scattano come molle (essendo Hardtail) ma in discesa ci danno un pizzico di sicurezza in più (sul prossimo numero troveremo la nuova Ghost Asket).

Ma per chi preferisce le Front classiche? Nessun problema, state tranquilli, non siete il male, però dei piccoli accorgimenti dovreste prenderli in considerazione. Il dubbio mi sovviene quando vedo Cross Countristi in allenamento gettarsi giù da discese tecniche senza avere minimamente il controllo del mezzo con la bici che sbacchetta da una parte e dall’altra: la scusa, riguardo la mancanza di un telescopico è, il 90% delle volte, il fatto che i Pro non lo usano e quindi non serve. Peccato che i Pro abbiano tutt’altra tecnica e nelle gare XC loro guardano esclusivamente la performance (perdere anche solo 1 secondo per tirare giù il telescopico è tempo prezioso), con gare talmente nervose che alle volte manca proprio il tempo materiale per andare ad abbassare il sellino.

Io avevo corso un Internazionale d’Italia due anni fa con il telescopico a Nalles e ne avevo tratto grandissimi vantaggi, peccato che fosse una delle ultime Internazionali che facevo e la forma fi sica era pessima, con Fontana che a metà gara mi aveva già doppiato... però in discesa spettacolo! Ma diamo tempo al tempo, già il Team Specialized sta usando questo sistema e tra un po’ lo vedremo come un oggetto fondamentale anche per l’agonista del Cross Country e delle Granfondo... nel frattempo però, non dite: ”così mi trovo bene"!